Negli ultimi anni, il sistema bancario italiano ha attraversato una fase intensa di consolidamento.
Fusioni e acquisizioni, il cosiddetto risiko bancario, hanno portato alla creazione di gruppi sempre più grandi e meno radicati localmente.
Se da un lato questo processo risponde a logiche di efficienza e solidità patrimoniale, dall’altro rischia di generare effetti collaterali rilevanti per le microimprese, in particolare in termini di accesso al credito e qualità del rapporto con gli istituti finanziari.
Le microimprese, ovvero quelle con meno di 10 addetti e un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro, rappresentano la spina dorsale del tessuto produttivo italiano.
Tuttavia, sono anche tra le più fragili dal punto di vista finanziario.
La progressiva concentrazione bancaria tende a standardizzare i criteri di concessione del credito, riducendo lo spazio per valutazioni personalizzate e relazioni fiduciarie con i referenti locali.
Le grandi banche fanno sempre più affidamento su scoring automatizzati e modelli centralizzati.
Questo approccio penalizza le microrealtà prive di garanzie reali, storicità bancaria solida o bilanci particolarmente strutturati.
In concreto, significa minori possibilità di ottenere credito, tassi meno competitivi e minore flessibilità nei prodotti offerti.
Un altro effetto collaterale del risiko è il progressivo ridimensionamento della rete territoriale.Le filiali chiudono o vengono accorpate e con esse si riduce la presenza fisica delle banche sul territorio.
A livello nazionale, dal 2018 al 2023 gli sportelli bancari sono diminuiti del 20,7% (da 25.409 a 20.161).
In provincia di Varese, il fenomeno assume contorni preoccupanti:
La perdita del “banchiere di prossimità” ha conseguenze significative per le microimprese. In un sistema economico dove spesso le decisioni si basano più sulla conoscenza personale e sul merito percepito che su indici quantitativi, il venir meno della relazione fiduciaria può tradursi in esclusione finanziaria di fatto. Inoltre, la digitalizzazione dei servizi, pur necessaria, non sempre riesce a colmare questo vuoto, soprattutto tra le imprese meno strutturate.0.
Le microimprese si trovano di fronte alla necessità di rivedere il proprio approccio alla finanza.
È fondamentale lavorare sulla bancabilità, migliorando trasparenza, organizzazione amministrativa e capacità di dialogo con gli istituti di credito.
Allo stesso tempo, il sistema bancario, se vuole supportare la crescita del tessuto imprenditoriale, dovrà trovare un nuovo equilibrio tra centralizzazione e prossimità, tra efficienza operativa e radicamento territoriale.
In questo processo, realtà come Ascomfidi Varese assumono un ruolo determinante.
Nata per supportare le PMI locali, Ascomfidi Varese agisce come facilitatore nell’accesso al credito, offrendo garanzia sui finanziamenti bancari, consulenza finanziaria personalizzata e un presidio fisico sul territorio, mantenendo vivo il legame tra impresa e sistema creditizio.
Attraverso convenzioni con istituti di credito e strumenti di garanzia pubblica, Ascomfidi Varese aiuta le microimprese nella gestione dei rapporti finanziari, agevolando il dialogo tra l’imprenditore e il sistema bancario e contribuendo a ridurre l’asimmetria informativa che penalizza le realtà più piccole.
La sua presenza locale, la conoscenza diretta del tessuto economico varesino e la capacità di proporre soluzioni su misura rendono Ascomfidi Varese un punto di riferimento per chi cerca non solo credito, ma anche accompagnamento strategico e consulenziale.